Tendinite piede

Benché il piede comprenda un sistema molto complesso di articolazioni, piccoli muscoli e tendini, il dolore che classicamente interessa runner, camminatori accaniti e chiunque sottoponga a sforzi intensi e movimenti ripetitivi questa parte del corpo deriva, nella stragrande maggioranza dei casi, dall’infiammazione del tendine d’Achille, corrispondente alla struttura fibrosa che collega i muscoli del polpaccio al calcagno (tallone).

Tendinite piede

Dolori articolari al piede

Oltre agli sportivi più assidui e convinti, a rischiare la tendinite achillea sono le persone che si dedicano all’attività fisica in modo occasionale, senza essere allenate e generalmente prive di una buona tecnica e/o chi indossa calzature inadeguate, non in grado di supportare il piede e la caviglia durante il movimento e di ridurre lo stress a carico dei tendini.

Sintomi della tendite al piede

In genere, i sintomi dell’infiammazione del tendine d’Achille insorgono in modo graduale, con la comparsa di un dolore nella zona posteriore della gamba, in prossimità dell’attaccatura della caviglia o poco più in basso. All’inizio, il fastidio tende a manifestarsi al termine di un’attività fisica che ha coinvolto il piede e può non essere troppo intenso, se lo sforzo compiuto era moderato.

Un dolore più acuto e marcato può, invece, manifestarsi dopo attività più impegnative per piede, caviglia e polpaccio, come una corsa prolungata a ritmo sostenuto (specie se su terreno irregolare), dopo un allenamento che prevede scatti in velocità o stress meccanici specifici (corsa su pista, salto in lungo o in alto ecc.), dopo aver salito le scale portando pesi o aver camminato a lungo su dislivelli (trekking, camminate in montagna ecc.).

In tutti casi, oltre al dolore acuto (che può essere persistere anche a riposo), nella regione posteriore della caviglia può svilupparsi un leggero gonfiore determinato dall’infiammazione e si può percepire un calo di forza quando si appoggia o si ruota il piede, che può impedire di camminare normalmente.

Altre tendiniti del piede abbastanza comuni, in termini di diagnosi, possono riguardare:
•  il tendine tibiale posteriore, che si inserisce tra la parte interna della caviglia e il collo del piede e che viene messo sotto
   stress soprattutto in chi presenta alterazioni costitutive dell’arco plantare (in particolare, il “piede piatto”);
•  i tendini flessori delle dita, in particolare l’alluce, che determina la comparsa di dolore nella zona posteriore-interna
   della caviglia e interessa principalmente i ballerini che danzano sulle punte;
•  i tendini estensori delle dita, irritati soprattutto dallo sfregamento del piede contro la scarpa o da condizioni
   infiammatorie croniche come l’artrite reumatoide (in questo caso, il dolore si localizza nella parte superiore centrale del
   piede, dalla caviglia anteriore fino alla base delle dita).

Cause infiammazione tendine d’Achille

Una tendinite del piede può interessare chiunque a qualunque età, ma la probabilità di sperimentarla aumenta se si è uomini, con l’avanzare dell’età (poiché anche i tendini invecchiano e diventano meno elastici e resistenti) e con l’intensità del lavoro non fisiologico associato alle attività praticate più o meno abitualmente.

Una comune causa di tendiniti del piede, anche in persone non sportive, riguarda l’uso sistematico di calzature che non rispettano l’anatomia del piede, come quelle caratterizzate da tacchi troppo alti o troppo bassi, da suole poco flessibili o non in grado di supportare l’arco plantare o, più banalmente, da una misura non ottimale.

Altri fattori di rischio, comprendono la presenza di speroni ossei a livello delle articolazioni (contro cui sfregano i tendini infiammandosi), il fatto di soffrire di malattie cardiometaboliche (in particolare, ipertensione e diabete), reumatiche (come artrite reumatoide, gotta, spondiloartrite) o con una base infiammatoria/autoimmune (psoriasi) e l’aver subito traumi accidentali di vario tipo a livello del piede o della caviglia.

Posto, poi, che le tendiniti sono determinate da fenomeni di sovraccarico e usura, è intuitivo che le persone in sovrappeso od obese o che svolgono lavori che richiedono il trasporto abituale di carichi significativi (facchini, addetti ai traslochi, muratori ecc.) siano maggiormente esposte a questo tipo di disturbi.

In aggiunta, è stato osservato che anche alcuni farmaci, in particolare antibiotici della classe dei fluorochinoloni, possono aumentare il rischio di tendinite, soprattutto a livello del tendine d’Achille: durante terapie con questi farmaci, quindi, si dovrebbero evitare attività che impongono sforzi eccessivi al piede.

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Da sapere

Le tendiniti comuni, in genere, non sono gravi e possono essere facilmente gestite mantenendo il piede a riposo per alcuni giorni, applicando ghiaccio per ridurre gonfiore e dolore e ricorrendo a farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per uso orale o topico.

In caso di dolore eccessivo o non alleviato neppure da FANS orali o topici , è necessario consultare il medico per verificare che il tendine dolente non sia lesionato e, in caso, pianificare trattamenti più invasivi (intervento chirurgico).

Il medico (preferibilmente un ortopedico o un medico dello sport) potranno capire la gravità della situazione valutando l’aspetto del piede, chiedendo di eseguire determinati movimenti in carico/scarico e premendo in punti specifici, evocando o meno un dolore caratteristico.

In caso vi sia il sospetto di una lesione tendinea o della presenza di anomalie articolari all’origine del dolore, potranno essere prescritte una radiografia, un’ecografia o una risonanza magnetica per valutare meglio lo stato articolare. La risonanza magnetica è, in genere, necessaria e appropriata soltanto qualora si ipotizzi di intervenire chirurgicamente per riparare una lesione significativa del tendine d’Achille.

Dopo una tendinite achillea di una certa importanza e in caso di tendiniti ricorrenti, può essere utile prevedere un ciclo di fisioterapia mirata, finalizzata a rinforzare i muscoli di sostegno di piede e caviglia, oltre al tendine stesso, e ad apprendere una tecnica di appoggio e camminata più ergonomica. Un aiuto aggiuntivo, può venire da plantari sagomati da inserire nelle scarpe per supportare meglio l’arco plantare e ridurre le sollecitazioni trasmesse al tendine d’Achille e ai tendini degli estensori delle dita.

Posto che una tendinite acuta può impedire di utilizzare in modo fisiologico il piede interessato per diverse settimane, costringendo a interrompere l’attività sportiva e creando non pochi disagi nella vita quotidiana, chiunque impegni abitualmente il piede in movimenti ripetitivi e/o a rischio dovrebbe adottare alcuni accorgimenti preventivi, in grado di ridurre lo stress a carico dei tendini.

In particolare, è consigliabile:
•  scegliere calzature comode, che si adattino perfettamente al piede, meglio se scelte con l’aiuto di un professionista
   esperto, e sostituirle periodicamente;
•  alternare le attività che impegnano maggiormente i tendini del piede con altre più innocue e far precedere a ogni
   allenamento/competizione una fase di riscaldamento mirata, nonché eseguire esercizi di stretching alla fine;
•  prima di iniziare a praticare una nuova disciplina sportiva, rivolgersi a un istruttore preparato per apprendere la tecnica
   d’esecuzione corretta e l’uso appropriato dell’attrezzatura;
•  scegliere e adattare l’attrezzatura sportiva in base alle proprie caratteristiche fisiche.