Dolori alle gambe

I dolori alle gambe sono disturbi molto frequenti
che possono essere il sintomo di problemi molto diversi fra
loro. Ad essi si possono aggiungere altri tipi di dolori alle
gambe che non hanno alla loro origine dei problemi muscolari,
ma cause associate ad altre strutture presenti nelle gambe.

Dolori muscolari alle gambe

Dolori muscolari alle gambe come riconoscerli

In generale, può trattarsi di dolori costanti o intermittenti, improvvisi o graduali, che possono colpire l'intera gamba o solo una zona localizzata. Il dolore può essere sordo oppure lancinante e tagliente e compromettere la capacità di camminare o di sopportare il peso che grava sul piede della gamba colpita.

Le possibili cause dei dolori alle gambe

Una delle cause principali dei fastidi alle gambe è il dolore muscolare, spesso dovuto al logoramento del muscolo, a un suo uso eccessivo, a uno strappo o ad altri traumi ai muscoli. I dolori muscolari alle gambe possono quindi essere i sintomi di crampi ai muscoli, contratture, strappi o stiramenti.

Le possibili cause di dolori alle gambe non finiscono però qui, e includono anche fastidi che riguardano le ossa, le articolazioni, i legamenti e altri tessuti molli. I dolori alle gambe possono ad esempio essere dovuti alla cosiddetta fascite tibiale (sindrome da stress mediale della tibia), oppure a una frattura, a osteomielite, a un tumore alle ossa o alla malattia ossea di Paget. Fra i problemi a carico delle articolazioni che possono causare dolori alle gambe sono invece inclusi artrosi, artrite reumatoide, artrite psoriasica, artrite reattiva o artrite settica (tutti problemi che possono coinvolgere anche braccia, mani e piedi, dita incluse), l'osteocondrite dissecante, la gotta o la pseudogotta (o condrocalcinosi), la distorsione del menisco, la sacroileite, cisti di Baker (sacche ripiene di liquido localizzate dietro al ginocchio) o borsiti (infiammazioni di una delle borse sierose delle articolazioni). Inoltre i dolori agli arti inferiori possono avere fra le loro cause l'infiammazione o la rottura del tendine di Achille, la spondilite anchilosante, lesioni del legamento crociato anteriore o del crociato posteriore, una sindrome compartimentale da sforzo cronico (un raro disturbo indotto dall'esercizio fisico), danni a uno dei tendini posteriori della coscia, una tendinite del rotuleo, la sindrome femoro-rotulea o un'infezione

Quando non si tratta di dolori muscolari i fastidi alle gambe possono essere causati da problemi localizzati a livello della zona lombare della colonna vertebrale che si ripercuotono sui nervi della gamba, ad esempio un'ernia del disco o una stenosi spinale. Problemi di questo tipo possono portare alla sciatica, una delle possibili sindromi neurologiche associate al mal di schiena; fra di esse è possibile includere anche la meralgia parestesica, condizione causata da una pressione sul nervo cutaneo laterale del femore che oltre che a un dolore bruciante sulla parte esterna della coscia può causare intorpidimenti e formicolio e dolore sordo all'inguine o al gluteo.

Inoltre non mancano i casi di dolore alle gambe causato da problemi al sistema circolatorio. Infatti a scatenare i fastidi possono essere disturbi della circolazione, vene varicose oppure coaguli di sangue, e fra le cause del dolore alle gambe possono essere incluse la trombosi venosa profonda, un'arteriopatia periferica, una tromboflebite e la claudicatio intermittens – una difficoltà a camminare che trova sollievo con il riposo.

Infine, negli anni dell'infanzia i dolori alle gambe possono essere causati anche dai cosiddetti dolori della crescita, da fratture delle placche di crescita ossea, dall'artrite reumatoide giovanile, dalla necrosi avascolare mono- o bilaterale della testa del femore (detta anche malattia di Legg-Calvé-Perthes) o da una osteocondrosi dell'apofisi tibiale anteriore (un processo degenerativo detto anche sindrome di Osgood-Schlatter).

Quando a fare male sono i muscoli

I dolori muscolari alle gambe possono essere dovuti a dei crampi, cioè a contrazioni improvvise e involontarie di uno o più muscoli. A volte questo comune problema si presenta durante l'attività fisica, mentre altre volte compare quando non si compiono movimenti, ad esempio di notte durante il sonno. Fra le possibili cause sono inclusi sforzi eccessivi o prolungati o, all'estremo opposto, l'aver mantenuto la stessa posizione per un lungo periodo. Inoltre si tratta di un disturbo più frequente nelle donne in gravidanza e che può essere fra gli effetti collaterali di alcuni farmaci, come i diuretici.

Nella maggior parte dei casi ad essere colpiti sono i muscoli del polpaccio, e in genere sono sintomi di affaticamento non pericolosi per la salute ma che possono mettere temporaneamente fuori uso il muscolo. Altre volte possono essere fra i sintomi di un problema medico o addirittura di vere e proprie malattie. Infatti i crampi muscolari possono essere dovuti a disidratazione (che può essere associata anche a mal di testa) o a carenze di potassio, calcio o magnesio. Altre volte sono associati alla compressione di un nervo o all'aterosclerosi in una delle arterie che riforniscono di sangue le gambe. Infine, fra i fattori che possono causare i crampi è incluso lo strappo muscolare.

A loro volta, anche gli strappi possono essere causa di dolori muscolari alle gambe. Insieme alla contrattura e allo stiramento muscolare, lo strappo è una delle possibili lesioni del muscolo causate da uno sforzo eccessivo. Una sollecitazione eccessiva può infatti indurre una contrazione involontaria, causando una contrattura. Se invece viene allungato eccessivamente il muscolo si può stirare o addirittura lacerare. In questo caso quello con cui si ha a che fare è un vero e proprio strappo.

In caso di contrattura i dolori muscolari alle gambe sono associati a rigidità dei muscoli e non compaiono necessariamente mentre si pratica un'attività fisica. Nel caso degli stiramenti, invece, il dolore è sempre associato all'esercizio. In caso di strappi il movimento della parte del corpo interessata può essere impossibile, e al dolore si può aggiungere un ematoma più o meno esteso.

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Cosa fare in caso di dolori muscolari

In genere i dolori muscolari lievi, anche se associati a gonfiori non gravi, rispondono bene alla cura effettuata a casa. Per alleviarli è fondamentale tenere le gambe a riposo: la gamba colpita deve essere sforzata il meno possibile e tenuta sollevata ogni volta che si è seduti o sdraiati. Anche gli impacchi freddi con il ghiaccio possono essere utili, se l’evento che ha scatenato il dolore è di origine traumatica; il freddo deve essere applicato sulla zona colpita immediatamente (ad esempio con l’ausilio di bombolette che nebulizzano ghiaccio spray, molto comuni e utilizzate in ambito sportivo) e poi per 15-20 minuti ad intervalli di 30-60 minuti. Per alleviare il dolore ci si può affidare a una terapia con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) da banco, che consentono di trattare non solo il dolore (come i semplici analgesici), ma anche l’infiammazione; disponibili sia per uso orale sia per uso topico, possono essere acquistati in farmacia senza bisogno di ricetta.

Una volta scomparso il dolore è bene fare in modo che non ritorni. In generale, uno stile di vita salutare aiuta ad evitare questi problemi. Un'alimentazione equilibrata, che preveda di mangiare molta frutta e verdura, aiuta ad esempio ad evitare le carenze di minerali che possono portare ai crampi, e apporta tutti i nutrienti naturali necessari per mantenere in salute muscoli, articolazioni e ossa, riducendo ad esempio il rischio di fratture. A volte anche una dieta può essere fra i rimedi utili: infatti l'aumento di peso può sovraccaricare le articolazioni, esponendo al rischio di infortuni.

Per quanto riguarda, invece, l'attività fisica, dopo il riposo è possibile tornare a mantenersi in forma con un esercizio regolare. Da questo punto di vista per prevenire i dolori muscolari alle gambe sono fondamentali sia il riscaldamento prima dello sport sia il defaticamento al termine degli esercizi. Infine, non bisogna dimenticare l'importanza di uno stretching adeguato sia prima che dopo l'allenamento.

Quando andare dal medico

In alcuni casi la situazione deve essere presa in mano da un medico. Si tratta dei casi in cui i dolori rendono impossibile camminare o caricare il peso sulla gamba colpita, di quelli in cui il dolore è associato a tagli profondi, all'esposizione di un osso o di un tendine e dei casi in cui al momento del trauma che li ha causati è stato percepito un suono simile a uno scoppiettio o a un cigolio. È inoltre bene affidarsi ai medici se il dolore è associato a segni di un'infezione (come arrossamento, sensazione di calore, sensibilità al tatto o febbre superiore a 37,8 °C), se la gamba è gonfia, pallida o insolitamente fredda e se i fastidi sono accompagnati da gonfiore o pesantezza ad entrambe le gambe o problemi respiratori.

Inoltre è consigliabile sottoporsi a una visita anche se dopo essere stati seduti per diverse ore, per esempio quando si è fatto un lungo viaggio in automobile o in aereo, insorge un dolore tipo crampo al polpaccio, la gamba si gonfia e diventa rossa, oppure compare un cordone duro e dolente lungo il decorso di una vena. Potrebbe trattarsi di una trombosi venosa, un fenomeno meglio noto come “sindrome da classe economica”.

Più in generale, è bene chiedere consigli a un medico ogni volta che un forte dolore alle gambe compare senza nessun apparente motivo, se i fastidi compaiono mentre si cammina o subito dopo, se entrambe le gambe sono gonfie, se il dolore tende a peggiorare, se si sa di soffrire di vene varicose o se i sintomi dolorosi non migliorano dopo pochi giorni di trattamento. Il medico potrebbe infatti ritenere opportuno prescrivere al paziente degli esami di approfondimento per verificare la presenza di eventuali patologie e giungere a una diagnosi corretta del problema che permetta di proteggere la salute trattandolo alla sua radice.